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    July 02

    La presentazione di "Peccati Scarlatti" con gli occhi di GUALBERTO ALVINO

     
    Festeggiare il mio amico Biagio Arixi è per me una vera gioia, ma un piacere an-cor più grande è poter celebrare Peccati scarlatti, opera che ho visto nascere e — massimo dei privilegi per un contemporaneista — potuto seguire passo passo in tutte le sue fasi compositive, dalla prima all’ultima.
    Avendo, dunque, spiato Arixi al lavoro nella sua officina, posso testimoniare che il suo modo di comporre è quello degli scrittori di razza, perché è caratterizza-to non solo da perenne incontentabilità (il labor limae cui lo scrittore sardo sotto-pone i suoi scritti da un decennio a questa parte è ormai divenuto leggendario), ma da scrupolo ideativo e da forte attenzione per l’organizzazione dei valori formali. È ormai universalmente acquisito che in arte il significante, cioè la forma, conta più del significato, ossia la cosiddetta sostanza; se ciò non fosse, un sunto dell’I-liade varrebbe quanto l’Iliade, e la parafrasi del dantesco Tanto gentile quanto lo stesso sonetto. Così ovviamente non è, e Arixi lo sa benissimo, perché egli — ol-tre che romanziere e favolista — è anzitutto un poeta (Dario Bellezza lo definì «uno dei più grandi poeti italiani viventi»): sono ormai celebri le sue raccolte di versi: Polvere Nera (1980), Diverse giovinezze (1982), Violenza immaginaria (1984), e poi Grandine (1986), Piacevole punizione (1989), Le vie del cuore (1996), Cayba d’amor (2001), fino alla più recente L’Amore è libertà (2007), rac-colte prefate o recensite dai più bei nomi della critica letteraria italiana, da Anto-nio Porta a Maria Luisa Spaziani, da Milena Milani ad Alberto Bevilacqua, da Renato Minore a Giuseppe Pontiggia a Giorgio Bàrberi Squarotti a Maurizio Cuc-chi, per non citare che i più illustri. Ed è proprio alla provenienza dai territori del-la poesia e alla lunga frequentazione con i poeti del Novecento che egli deve la conquista di una qualità sempre più rara tra i prosatori: il dominio ferreo, la più assoluta signoria del linguaggio sulla materia narrata: la lingua di Peccati scarlatti è infatti piana, razionale, immediatamente fruibile, sobria nell’architettura sintatti-ca ed esattissima nelle scelte lessicali, ma al contempo sostenuta, con vertici di nobiltà e di squisitezza che staccano nettamente il nostro Biagio dalla media dei narratori d’oggi.
    In termini tecnici, Peccati scarlatti è un Bildungsroman, ossia ‘un romanzo di formazione’. Come tutti sanno, un Bildungsroman è la storia di un giovane che, attraverso una serie di errori, sventure e disillusioni — dalla prima infanzia alla maturità —, giunge ad instaurare un rapporto armonico col mondo; dunque il mo-tivo centrale è costituito dalla sua evoluzione spirituale, culturale, psicologica e sentimentale. Il paradigma del Bildungsroman è Wilhelm Meister di Wolfgang Goethe (1797), e i più noti romanzi di formazione sono David Copperfield di Charles Dickens, Il rosso e il nero di Stendhal, il Pinocchio di Collodi, e per arri-vare al Novecento, I turbamenti del giovane Törless di Robert Musil, Buddenbro-oks di Thomas Mann, Il giovane Holden di J. David Salinger, Ernesto di Umberto Saba (un poeta importantissimo, insieme a Sandro Penna, nella formazione lette-raria di Arixi).
    Ma il modello di Peccati scarlatti è senza dubbio Justine o le sventure della virtù del marchese de Sade, pubblicato nel 1791. Sade, nell’introduzione al ro-manzo, esprime la propria intolleranza per la narrativa classica, dove il bene e la virtù sconfiggono sempre il male e il vizio; mentre la sua protagonista è «una sfor-tunata errante di disgrazia in disgrazia, giocattolo di ogni scelleratezza, bersaglio di tutti i vizi». Il romanzo di Sade narra, dunque, le disavventure di una giovane virtuosa che s’imbatte in libertini diabolici, ecclesiastici licenziosi, sordide mez-zane, nobili viziosi. E chi ha letto il romanzo che qui celebriamo ne ha potuto toc-care con mano la stretta consanguineità con Justine.
    Lo scarso tempo concessomi non mi consente di svolgere con ogni agio tutte le argomentazioni che vorrei; mi limiterò, pertanto, a toccare qualche aspetto che mi sembra di capitale importanza per la comprensione e il giusto inquadramento del-l’opera, gettando se possibile semi di riflessione e spunti di dibattito.
    Diciamo sùbito, allora, che l’anima di Biagio è essenzialmente ambigua, pro-blematica, sfuggente ad ogni tentativo di classificazione. È lacerata, insomma, da una serie di ossimori, antitesi, contraddizioni.
    Il primo ossimoro concerne, come ho accennato, il livello linguistico: abbiamo visto che il linguaggio di Peccati scarlatti è piano, terso, accessibile, ma al tempo stesso — ecco l’antitesi — intensamente lirico, perfino, a tratti, criptico e polise-mico, perché Biagio tesse il narrato con la stessa forma mentis che presiede alla costruzione del verso. Il romanzo è infatti suddiviso in sette libri, ciascuno intito-lato a un vizio capitale e recante un’epigrafe in versi, più un epilogo. Attenzione: libri, non capitoli; si chiamava libro ciascuna delle partizioni in cui erano divise le opere poetiche soprattutto classiche; nei tempi moderni il termine libro indica le singole raccolte di componimenti poetici compresi sotto un unico titolo: il libro I e II delle Odi barbare del Carducci, i quattro libri delle Laudi di D’Annunzio, ecc. Un romanzo, insomma, strutturato come una silloge poetica.
    Il secondo ossimoro riguarda l’aspetto religioso (sottolineo religioso, ossia so-stanzialmente cultuale, non fideistico, perché nel Nostro le due categorie sono net-tamente distinte). Ebbene, quella di Arixi è da un lato una religiosità libera, laica e modernissima, ma dall’altro una religiosità (meglio sarebbe definirla un’attra-zione, e addirittura un’ossessione per le tematiche religiose) profondamente tradi-zionale, direi quasi elementarmente catechistica. L’intitolazione dei libri ai sette vizi capitali ne è una riprova (e notate che libro è anche ciascuna delle opere che costituiscono la Sacra Scrittura: il Libro di Giobbe, il Libro d’Isaia, il Libro dei Salmi, ecc.). Un’altra prova è rappresentata dallo stesso titolo, che allude certo ai peccati commessi con ecclesiastici (scarlatto è il colore di cui sono vestiti i cardi-nali ed è il simbolo della loro volontà di difendere la fede a costo di versare il pro-prio sangue), ma rinvia anche a un passo del Primo Libro del profeta Isaia (1:18) in cui è scritto: «Dice il Signore: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana”»).
    Il terzo ossimoro riguarda la tematica erotica. L’erotismo, come per tutti gli au-tori che pongono al centro della loro poetica la sessualità, non è un mero contenu-to, una serie di fatti da squadernare, ma una vera e propria lingua, uno strumento di conoscenza e di comunicazione; è una Weltanschauung, ossia una visione del mondo, e di conseguenza una modalità espressiva. Ma dov’è l’ossimoro? È nel fatto che Biagio narra, sì, le più turpi perversioni vissute dal suo alter ego (condi-scendentemente e partecipativamente, a differenza di Justine) con foschi e disso-luti personaggi della nobiltà nera romana, con forsennati degeneri parroci di cam-pagna e con vescovi ortodossi depravati, ma sempre con uno sguardo fresco, ver-gine, ingenuo, acceso di stupore, quasi naif; il che è l’esatto contrario della scelle-ratezza alla cui insegna si svolgono i fatti narrati.
    Vorrei concludere leggendovi un passo della recensione che Dario Bellezza, uno dei maggiori poeti del secondo Novecento, scrisse nel 1988 su «Paese Sera» a proposito di Figlio di vescovo, il primo romanzo di Arixi, del quale è in prepara-zione una seconda edizione: «È, quello raccontato da Arixi, uno “scandalo” squi-sitamente pasoliniano, ammorbidito però da struggimenti penniani: è poesia nel dettato narrativo; silenzio nella partitura laboriosa delle parole; monocromatismo nel clamore di tanti finti effetti, soliloquio in un deserto di colori. Un romanzo che ha tutti i connotati per essere “difficile”, ma che difficile non è. Si legge, infatti, si legge e appassiona come poche cose italiane in questi tempi tromboni e mortife-ri».
    Sono persuaso che altrettanto si possa dire di Peccati scarlatti.

    GUALBERTO ALVINO
    Presentazione di Peccati Scarlatti di Biagio Arixi
    Edizioni Libreria Croce
    «Roma si libra»
    Piazza del Popolo, 30 giugno 2009
    June 24

    Scrivere un blog

    Scrivere un blog..è tutto sommato una cosa nuova..scrivo sempre non intenzionalmente, nel mio diario, trasformo gli impulsi emotivi in rime, la prosa per lasciare una traccia più corposa. Ma un blog per scrivere di me, di quello che si muove dentro di me, è una nuova situazione. Che mi va a genio, almeno adesso.

    Perché mi va a genio non lo so, probabilmente per parlare, mettere in circolo un’altra voce si misceli alla moltitudine di fruscii più o meno rumorosi della rete. Mi piacerebbe poter parlare di tutto, non so da dove iniziare se non da un’enorme confusione che ho nell’anima, nel cuore e nella mente. Penso che capiti a tutti di venire attratti da un’infinità di input, talmente tanti da perdersi. Questo mi sta succedendo, mi sto perdendo e attraverso queste righe cerco forse una strada, non so se vecchia o nuova, comunque una strada..

     

    Come ci si pone in un blog, parlando forse di sé? Magari è il modo migliore per rompere il ghiaccio. Siamo tanti e siamo amici, ma non ci conosciamo affatto e forse non ci conosceremo mai, però se voi mi chiedeste “chi è Mary?”, vi risponderei che è un’anima vagante, sempre alla ricerca di qualcosa, una stacanovista delle emozioni. Tralascio passionale, intelligente, creativa e talentuosa. Testarda ma anche tenace, simpatica e crudele, hitleriana e fragile in modo disarmante. La classica persona con due facce per la stessa medaglia, con dei cardini saldi e longevi: peso quello che dico, non prometto mai se non posso mantenere, amo sinceramente e sinceramente punisco, corretta al punto giusto e animale da giungla se c’è da lottare. Non dimentico i torti e nemmeno vivo per vendicarmi. Sono soprattutto libera, per quanto in questa vita, in questo corpo mi sia consentito. Non libertina. Non credo al momento, non so se crederò di nuovo, ma c’è un principio cristico a cui mi attengo “non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Ci credo, lo vivo, ci provo a seguirlo sempre, ad ogni passo che muovo. Con molto sacrificio. A volte con altrettanto dolore.

     

    Dimenticavo. Vivo.

    June 22

    Addio Vito...

     

    Citazione

    YouTube - vito riviello in redazione [videor 01]
      
    June 10

    'Fratelli Benvenuti': si ride con Boldi, De Rossi, Salvi e Lionello

    E' stata presentata a Milano la nuova fiction targata Mediaset che dovrebbe andare in onda a gennaio prossimo. Capitanata da Boldi, è un prodotto formato famiglia per il pubblico e per la presenza della figlia dell'attore, Manuela e del fratello Fabio in veste di produttore.

    Ambientato in un comune non precisato del milanese, Lorenzo (Massimo Boldi), Teresa (Barbara De Rossi) e Claudio (Enzo Salvi) hanno una piccola salumeria, ma proprio di fronte al negozio costruiscono un centro commerciale che piano piano mette in crisi i commercianti. Risolveranno il problema trasferendosi nell'ipermercato ed il resto è tutto da scoprire.

    Accanto all'attore, oltre la figlia Manuela, ci sarà un cast particolare che prevede ritorni sulla scena di icone passate, new entry ed i beniamini che conosciamo tra cui Barbara De Rossi, Enzo Salvi, Gea Lionello e Paolo Ferrari. Ritroveremo le sexy icone degli anni 80 Massimo Ciavarro e Gloria Guida, Elisabetta Canalis ed il debutto della soubrette Elisabetta Gregoraci.

    Curiosa è l'accoppiata Lionello-Salvi e ci facciamo raccontare direttamente dai protagonisti il loro ruolo ed il rapporto nella fiction..
     
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    La vena provocatoria della band Ultima (INTERVISTA)

    E' in radio "DOMENICA", il nuovo singolo degli ULTIMA, la rock band pavese formata da Paolo Ciotta (voce e chitarra), Francesco Negroni (chitarra), Davide Passantino (basso), Giovanni Lanfranchi (tastiere, violino e sampling) e Maurizio Vallati (batteria).
    "Domenica" è tratto dal disco d'esordio "Sanguemiele" (Rusty Records) ed è tra le canzoni più apprezzate dell'intero album. Il nuovo singolo è il brano che più di qualsiasi altro mostra il lato "contaminato" degli ULTIMA, con innesti prepotenti e diretti di elettronica e una ritmica irresistibile. La rock band, sempre attratta da tematiche introspettive propone un "inno provocatorio" alla spensieratezza della domenica e alla pigrizia a cui lasciarsi andare nel giorno della settimana tradizionalmente, ma anche distrattamente, vissuto come quello del meritato riposo.

    Paolo Ciotta ci racconta "Domenica" e ci anticipa qualche novità sull'album in lavorazione.
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    June 04

    Enrico Nascimbeni feat Roberto Vecchioni "L'ultima notte di un vecchio...

     

     

    YouTube - Enrico Nascimbeni feat Roberto Vecchioni "L'ultima notte di un vecchio...
      

    GAROFANO VERDE - UN LUOGO DOVE NON SONO MAI STATO - Recensione

    Ha aperto la rassegna romana un testo scritto e diretto da Luca De Bei, "Un luogo dove non sono mai stato" liberamente ispirato a quattro racconti di David Leavitt, rielaborati per portare in scena una storia drammatica quanto affascinante.

    La giovane Celia (Federica Bern) è una ragazza amica appassionata di due giovani amanti gay: Nathan (Giorgio Marchesi) e Andrew (Riccardo Bocci). Insieme dai tempi del college, i due ragazzi non si riconoscono più, si sono incattiviti, sono in eterna competizione, ma, non potendo vivere lontano l'uno dall'altro, tornano sempre insieme. Celia è la confidente dei due. E' una ragazza incapace di pensare alla propria felicità e che dedica perciò se stessa agli altri, a uomini che non potranno mai veramente amarla. Celia osserva la storia d'amore dei suoi amici, vive all'ombra delle loro vite, ma alla fine decide di lottare per trovare una sua vera identità.
     
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    May 28

    La passione per il ballo raccontata in una fiction di Canale 5

    Presentata oggi a Roma "Non smettere di sognare", il film tv che andrà in onda il 3 giugno su Canale 5.

    Stella (Alessandra Mastronardi) vive a Genova con una sorella e il patrigno, un burbero alcolista. Lavora al porto, ha un impiego molto faticoso lontano dai suoi sogni di bambina: diventare una ballerina di danza classica. Quando la sua vita diventa impossibile scappa a Milano dove cercherà a tutti i costi di realizzare i suoi desideri...
     
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    May 27

    Farias: la vera rivelazione di X Factor (INTERVISTA)

    I Farias sono 4 fratelli, Nahuel, Kutral, Newen e Kimen. Provengono dalla Patagonia Argentina, precisamente da Viedma - Rio Negro. Sin da piccoli girano il mondo con le loro chitarre e le loro voci, si presentano in Italia con questa formazione dal 1996. L'arricchimento dato dalla contaminazione con altri generi ha dato vita al giusto mix di sonorità che si ritrova in tutti i loro brani. Dopo varie collaborazioni con artisti di fama internazionale, partecipano ad Xfactor-2009,il talent show musicale di Rai2, facendosi così conoscere dal grande pubblico italiano. Nei lives esprimono al meglio le loro potenzialità, alternando momenti di pura energia a virtuose esecuzioni. Li ho incontrati per parlare di questa esperienza vissuta.

    - COME E’ NATA L’IDEA DI PARTECIPARE A X FACTOR?

    (PUMA) L’idea è nata dal fratello più piccolo. In passato abbiamo partecipato a collaborazioni importanti, con Gigi D’Alessio ad esempio abbiamo lavorato parecchi anni insieme. Entrare nel mondo televisivo è molto difficile. Ma lui ha proposto di partecipare al programma, perché alla fine ci siamo chiesti “che c’è di male, di strano?” E’ un percorso articolato perché ci sono tanti provini, ti devi mettere in gioco, tutto quello che hai fatto in passato non conta più. La sua idea si è rivelata vincente perché noi abbiamo cominciato a fare i provini, dal primo fatto qui a Roma, dove lo abbiamo passato considerando che si erano presentati in 5.000, fino ad arrivare ad essere scelti alla fine del quinto provino. Quindi è stato grazie al piccolo, devo dire che è stato fantasioso, noi grandi eravamo più diffidenti al pensiero di dover fare il provino, di ricominciare tutto da capo.
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    May 25

    Alberto Zeppieri sposa Evora e gli artisti italiani a scopo umanitario (INTERV)

    A metà maggio è uscito l’album “CAPO VERDE, TERRA D’AMORE – vol.1” (prodotto dall’associazione non-profit Numar Un in collaborazione con Lusafrica e distribuito da Sony Music), progetto musicale, culturale e umanitario interamente ideato e realizzato dal produttore discografico Alberto Zeppieri, che raccoglie alcune delle più belle canzoni del repertorio della regina della world music CESARIA EVORA e del suo autore preferito TEOFILO CHANTRE.

    Il disco contiene 12 brani creoli capoverdiani adattati in lingua italiana e reinterpretati da Cesaria, da Teofilo Chantre e da artisti in linea con i valori e lo stile dell’opera discografica e sensibili agli aspetti umanitari, tra i quali: Gigi D’Alessio, Mario Lavezzi, Gianni Morandi, Antonella Ruggiero, Ornella Vanoni e Grazia Di Michele.

    Il progetto, di profonda sensibilità, del quale parliamo con Zeppieri.
     
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    PECCATI SCARLATTI: DA OGGI NELLE LIBRERIE DI TUTTA ITALIA!!

    PECCATI SCARLATTI - BIAGIO ARIXI
    Edizioni Libreria Croce - 2009
    Link scrittore:
    http://biagioarixi.spaces.live.com/

    May 20

    CAPO VERDE TERRA D'AMORE - Vol 1 - Sony Music - 2009

    Capo Verde Terra d'Amore, a cui a quanto pare ne susseguirà in futuro un altro, non vuole essere solo un omaggio alla cultura capoverdiana, ma in primis vuole aiutare le popolazioni più povere dell'Africa e di altre parti del mondo.
    Infatti l'intero ricavato della vendita del disco sarà devoluto a favore del progetto Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, di cui la Evora ne è ambasciatrice.

    Il cd, che contiene 12 pezzi adattati in lingua italiana, vede la partecipazione di molti big della musica italiana, per citarne alcuni: Gigi D'Alessio, Mario Lavezzi, Gianni Morandi, Eugenio Bennato, Antonella Ruggiero e Ornella Vanoni.
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    May 19

    LELE MARLIN - Twist The Truth - Emy Norway - 2009 (RECENSIONE)

    Sono passati dieci anni dal primo successo della singer norvegese e dopo aver trascorso quattro anni in assoluto silenzio, eccola di nuovo presente con un album intimo e raffinato.

    La cantante/compositrice è maturata in modo considerevole, tanto da essere apprezzata a livello internazionale, come viene dimostrato dalla distribuzione.
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    IGGY POP - Préliminaires - Virgin - 2009 (RECENSIONE)

    L'artista considerato il “padrino del punk” ritorna con un disco più pacato, dal sapore jazz, totalmente innovativo per l'Iggy che tutti conoscevamo. Come lui stesso ha tenuto a precisare, stanco della solita musica, ha iniziato ad ascoltare le note prodotte a New Orleans e l'ispirazione è arrivata.

    Accompagnano le musiche temi e testi ispirati dalla lettura di Iggy del controverso romanziere francese Michel Houellebeck e del suo libro “La Possibilità di Un’Isola”.
     
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    May 17

    Star Trek - Il futuro ha inizio (RECENSIONE)

    Il destino della galassia è nelle mani di due accaniti rivali, provenienti da mondi assai diversi fra loro. Da un lato, James Tiberius Kirk, un ribelle ragazzo dell’Iowa assetato di emozioni, un leader nato in cerca di una causa da difendere. Dall’altro, Spock, originario del pianeta Vulcano in cui domina la ragione pura, ma che, a causa della sua duplice natura umana e aliena, non è insensibile nei confronti di quelle emozioni che i vulcaniani hanno da tempo cancellato dalla loro vita. Spock è uno studente ingegnoso e determinato e sarà il primo Vulcaniano ad essere ammesso a bordo dell’Accademia della Flotta Stellare.
     
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    May 15

    IVANO FOSSATI - Last Minute - Emi Music - 2009 (RECENSIONE)

    Tiene fede al titolo del suo ultimo disco Ivano Fossati, e per presentare il nuovo singolo Last Minute decide di rendere omaggio alla “Musica Moderna” coinvolgendo sei giovani artisti in un progetto senza precedenti.

    A reinterpretare Last Minute sono stati chiamati sei nomi della “nuova scena italiana”, tra band e cantautori, che hanno riletto a proprio modo il nuovo singolo riemergendone con sei canzoni completamente diverse da quella originale.

    L’EP contenente la versione originale di Last Minute interpretata dal cantautore genovese insieme alle nuove versioni coinvolge gli artisti:

    GIANMARCO MARTELLONI - www.martelloni.it
    LE STRISCE - www.lestrisce.it
    KALWEIT & THE SPOKES - www.myspace.com/kalweitandthespokes
    NICCOLO’ AGLIARDI - www.niccoloagliardi.it
    LELE BATTISTA www.lelebattista.it
    SARAH STRIDE www.myspace.com/demagistrisarah
     
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    May 14

    Giorgio Costantini ed il successo asiatico (INTERVISTA)

    E' un successo internazionale quello di Giorgio Costantini, il talentuoso pianista veneziano che ha trionfato in Asia con due grandi concerti presso il “National Concert Hall Theatre” di Taipei e il “Cultural Center Chih-Deh Hall” di Kaohsiung.

    Il “Cultural Center Chih-Deh Hall” di Kaohsiung che ha ospitato, dalla sua apertura, oltre Costantini solo Andrea Bocelli. Il “National Concert Hall Theatre” di Taipei, uno dei più grandi teatri del continente, ha sempre ospitato artisti di caratura internazionale come Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Placido Domingo e Philip Glass.
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    May 13

    SALVIAMO I TALENTI (Premio Attilio Corsini): la rassegna al Teatro Vittoria

    Dal 19 maggio al 10 giugno al Teatro Vittoria avrà luogo la rassegna “SALVIAMO I TALENTI-Premio Attilio Corsini”, per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi, attori e autori.

    Quattro sono gli spettacoli scelti nel panorama dei cosiddetti “teatri off”. Per tradizione in America e in Inghilterra, questi teatri sono sempre visitati dai produttori, che vi attingono nuove risorse e nuovi talenti da proporre sui palcoscenici maggiori. In Italia negli anni Settanta c’era molta attenzione per queste realtà, dalle cantine sono partiti verso luminose carriere importanti attori e registi. Purtroppo oggi questo miracolo accade sempre più di rado. Come invertire la rotta? Da questa domanda è nata l’idea di dare ai talenti nascosti del nostro teatro l’opportunità di una maggiore visibilità.
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    May 11

    L'isola dei segreti: mistero e sfida per la nuova fiction di Canale 5

    Korè. Un trapezio di rocce laviche bagnato dalle acque blu e profonde del Mediterraneo, un grappolo di cale, insenature, scogliere e grotte marine, uno scrigno di case e stradine circondate dalle pianure dove si staglia il sinistro profilo dei giganteschi monoliti preistorici del leggendario sito archeologico dell’isola.

    Maria, ispettore di polizia, torna a Korè, l’isola che le ha dato i natali, per sposare Cristiano, suo amore di gioventù. Il suo arrivo scatena una tragica successione di indecifrabili omicidi: oscuri avvertimenti, apparizioni spettrali, pietre che lacrimano il sangue delle vittime – un’inspiegabile catena di eventi che sembrano legati all’antica leggenda dell’isola ed a un atroce delitto avvenuto molti anni prima. Una comunità frastornata dagli eventi e trincerata dietro le proprie tradizioni è costretta a fare i conti con la propria identità smarrita…

    Maria sceglie di restare sull’isola per aiutare nelle indagini Vasco Brandi, il nuovo commissario di Korè, inviato da Roma per risolvere gli omicidi.
    Nel cuore dell’intrigo, l’isola rivelerà i suoi misteri e i segreti dei suoi abitanti…
     
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    Soffocare - RECE FILM

    Dal sovversivo autore Chuck Palahniuk (Fight Club) e dallo sceneggiatore/regista emergente Clark Gregg arriva l’inquietante racconto ironico di Victor Mancini, che allo stesso tempo è un truffatore, dipendente dal sesso, interprete in un villaggio coloniale, figlio pieno di rabbia, soffocatore seriale al ristorante… e anche un antieroe romantico inaspettato, in linea con i tempi incerti in cui viviamo.

    Victor (Sam Rockwell), per pagare le cure di una clinica privata per la madre (interpretata dalla vincitrice dell’Academy Award® Anjelica Huston), che un tempo era una rivoluzionaria, ma che ora è scivolata nella follia, è impegnato in un’elaborata truffa. Mentre cena nei ristoranti di lusso, soffoca volontariamente, facendosi salvare da alcuni buoni samaritani, che stringono un legame sempre più forte con lui dopo aver applicato la manovra di Heimlich e che gli inviano sostanziosi assegni. Il suo lavoro quotidiano non è certo più comune: infatti, interpreta un assistente servo vestito in stile diciottesimo secolo in un parco tematico storico. E quando non è impegnato con i pellegrini, a ridere rumorosamente o a visitare la madre che non lo riconosce, Victor frequenta degli incontri per curare la sua dipendenza dal sesso (o magari è impegnato in atti proibiti nel bagno della sala riunioni).
     
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